Viscosità del Plastisol e polimerizzazione

Viscosità del Plastisol e polimerizzazione
Ho notato differenze usando il Plastisol nero e il Plastisol bianco. Quello nero è morbido e si stende bene anche con una sola passata mentre quello bianco è veramente denso e si fatica a stenderlo bene sul telaio. E’ colpa del mio bianco che sta seccando o sono tutti così? Come polimerizzo il Plastisol? Io ho una mini cappa flash.

Stefano, Ferrara

Rispondo nell’ordine alle sue domande.

– Le differenze di viscosità in tutti gli inchiostri, e non solo nei Plastisol, esistono e dipendono dalle caratteristiche dei diversi pigmenti.
Per rendere più fluido il plastisol occorre conservarlo e utilizzarlo in un ambiente a circa 20°C; mescolarlo con energia prima dell’uso: è un prodotto tixotropico e il movimento brusco lo rende più fluido; se proprio occorre diluirlo poco alla volta con apposito diluente per Plastisol, che è il Plastisol Additivo 86, sempre mescolando per controllarne la viscosità.
Sicuramente il bianco, proprio a causa del pigmento, sarà sempre più denso rispetto ad altri colori.

Dove il Plastisol sotto la cappa diventa lucido, significa che è stata raggiunta la temperatura di polimerizzazione di 160°C. Dove resta opaco significa che non è riuscito a polimerizzare.
Usando a zone una piccola cappa, esattamente come fosse un phon ad aria calda, è molto difficile polimerizzare in modo costante l’inchiostro su tutta l’area di stampa.
C’è il serio rischio di scaldare troppo su alcune zone e troppo poco su altre.

Le sarebbe di aiuto un termometro istantaneo IR.
Questo strumento, utile anche con cappe grandi, con termopresse o con i forni, le dà in tempo reale la temperatura raggiunta dall’inchiostro in un punto preciso.
La distanza di 6-7 cm è corretta: richiede un tempo relativamente lungo (circa 15-20 secondi) e riduce il rischio di bruciare il tessuto.

Le consiglio comunque di muovere la cappa lentamente e uniformemente, da sinistra verso destra, fino ad avere percorso una sola volta l’intera area della stampa. Il movimento su e giù , “random” le fa gestire molto peggio l’asciugatura.
Difficile capire “a vista” se l’inchiostro è polimerizzato; il termometro, se registra la temperatura dell’inchiostro a 160°C, è invece infallibile. E’ sufficiente che l’inchiostro rimanga a 1650°C per pochi secondi.

– La termopressa rappresenta un modo sicuro per polimerizzare il Plastisol ed è usata con ottimi risultati da molti serigrafi che non vogliono ancora passare al forno.
Infatti l’azione della termopressa è perfettamente controllabile, sia per quanto riguarda il tempo, sia per la temperatura, e ripetibile in modo costante.
Se la mole di lavoro non è elevata le è sufficiente una termopressa economica con piastra da 38 x38 cm,

Se deciderà di acquistare una termopressa le indicheremo volentieri la modalità di uso più pratica ed efficace.

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