Nuovo laboratorio serigrafico. Alcuni consigli sulla gestione dei fumi.

Nuovo laboratorio serigrafico. Alcuni consigli sulla gestione dei fumi.

Buonasera Franco, chiedo di nuovo gentilmente un vostro consiglio ma soprattutto aiuto. Sto cercando di aprire un laboratorio/negozio serigrafico a Genova e mi serve l’ok dell’Ufficio Igiene per poter partire nello spazio da me trovato. Ora esiste un modo per sapere la quantità di fumi emessi per l’asciugatura di tot maglie da parte del forno? Io ho visto il forno D-100 della Vastex, ho guardato i fogli tecnici, ma non trovo niente che specifichi la quantità di fumi prodotta dallo stesso per l’asciugatura di tot maglie o per il tempo che passa acceso. Sapreste aiutarmi o indicarmi dove posso trovare indicata questa cosa e come posso poi esporre tale cosa all’Ufficio Igiene senza che mi facciano troppe storie?

Simone, Genova

E’ evidente che, quando si apre un nuovo laboratorio serigrafico, la fase più difficile è quella che riguarda la messa a norma degli impianti. Tutti gli altri aspetti si superano al confronto con grande facilità.

Veniamo al problema: sulle specifiche del forno non ha trovato niente riguardo all’emissione di fumi, in quanto questi non dipendono dal forno, ma dal tipo di inchiostri che si vanno ad asciugare.
Un esempio pratico: gli inchiostri a base acqua, scaldati, teoricamente rilasciano solo vapore acqueo e quindi, sempre teoricamente, non necessitano di impianti di sfiato.
Invece gli inchiostri plastisol possono rilasciare piccole quantità di altre sostanze e perciò potrebbero aver bisogno, a seconda delle quantità prodotte, di impianto di evacuazione fumi all’esterno.

La maggior parte delle serigrafie collega al forno, sull’apposito collare in alto sopra la cappa, un tubo di acciaio flessibile, che va a scaricare all’esterno. In questo modo l’eventuale ispettore, vedendo il tubo, è già soddisfatto.
A meno che, per eccesso di zelo, non voglia misurare, con il forno in azione, la quantità di gas “nocivi” emessi nell’atmosfera e chieda l’installazione di un filtro.

Purtroppo la normativa è applicata spesso in modo soggettivo, e perciò non è possibile fornire indicazioni certe.
A mio avviso è altrettanto utile una cappa di aspirazione posta sopra il banco di stampa, se e quando si utilizzano inchiostri a base solvente. Questi inchiotri, infatti, rilasciano solventi aromatici e in una certa misura dannosi anche senza essere riscaldati.

Secondo me queste due precauzioni possono essere sufficienti per accontentare l’ufficio competente, ma naturalmente è solo un’ipotesi, su cui non posso impegnarmi. E’ il caso che le auguri buona fortuna!

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